domenica 24 gennaio 2010

Fantasy Will Never Die

Quando ascolto Special Needs io sento di poter fare tutto e niente. Per esempio riesco a scrivere come un fiume in piena. Ora la sto ascoltando.
Stasera mi sono accorta di tre cose:
-sono depressa
-ho lo smalto nero con le stelline
-domani ho un esame,e me ne sono resa conto solo stasera
Nel complesso non ho l'ansia,sono solo stufa di dover iniziare un conto alla rovescia che porti alla fine degli esami,da domani. Però se penso che ho settantamila esami compressati in 26 giorni,vorrà dire che sarà solo un agonia breve e non prolungata nel tempo. Agonia universitaria,parlo. Quell'altro tipo di agonia,quel tipo li,quella mi perseguita e ormai non se ne andrà mai MAI. Perchè io sono triste di natura. Mia madre mi dice che non sorrido mai,e ha ragione,aggiungo. Ma non è che io non voglia sorridere,però mi domando perchè dovrei farlo se non ho niente per cui sorridere.
La mia vita sociale è pari a quella di un cucchiaino di un servizio da tè,anzi è peggio,visto che io non ho ne lo zucchero ne una tazza colma di te/camomille/cioccolate in cui girare. Avessi qualcosa in cui immergermi...MAGARI. Qualcosa di dolce o di amaro. Almeno avrei qualcosa,comunque. Invece non ho niente.
Nel mio sogno ricorrente lui mi turba cuore e mente. Si lui,il solito patetico LUI.
Fortunatamente è meno patetico di quell'altro,quello imbecille. Ma forse questo è peggio quanto a sofferenza e amore. Si perchè io provo amore e voi non capite. Nessuno capisce,qualcuno capisce,alcuni ci provano,altri mi considerano pazza.
" Nella mia stanza io mi alzo di notte. Cammino. Lui siede tranquillamente sulla sedia a dondolo,quella dei nonni. E' bello. Mio dio se lo è. Non è bello,è luminoso. Io indosso un pigiama bruttissimo.Lui un pigiama bellissimo. Anzi non è un pigiama. Indossa una maglia bianca,e un pantalone nero,due cose completamente anonime,ma addosso a lui tutto appare diverso. Sta leggendo un libro. Io sto andando a chiudere il balcone perchè fa freddo. Quando mi avvio per tornare verso il letto a piazza unica,lui mi afferrà un braccio delicatamente. Mi guarda. Io cerco di non svenire. Mi sorride. Faccio un altro tentativo per non svenire,e ho successo. Poi mi lascia andare. Mi molla,continuo a camminare verso il letto. Mi siedo. Mi immergo nel piumone e quando mi giro per osservarlo ancora,mentre mi sorride,lui non c'è piu. Allora mi giro sull'altro fianco,triste e piangente. E lui è li. E' sdraiato sul suo fianco destro. Mi accarezza i capelli e mi tratta come se avessi cinque anni. Mi sorride ancora e non mi parla. Io poi mi addormento,cullata da lui. La mattina quando mi sveglio lui non c'è. Però il libro come ogni mattina è sulla scrivania. Sopra vi è un biglietto: " A stasera". Firmato: "Il tuo Angelo".

La fantasia è la cosa piu bella che ci sia.

2 commenti:

  1. Brian Molko
    se potesse vedere nei nostri occhi l'ammirazione che proviamo
    ci amerebbe tutte

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  2. io credo che lui nel suo inconscio già ci ami,altrimenti non continuerebbe a scrivere tutte quelle poesie

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